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Spam, banners, cookies, la spazzatura informatica

Forse non tutti sanno che i computers elaborano automaticamente tutta una serie di informazioni e dati a nostra insaputa mentre navighiamo, o meglio, noi un qualcosa ce lo saremmo anche aspettati, ma certamente non abbiamo idea di che mondo parallelo si metta in movimento quando ci sediamo davanti al nostro p.c. Ci piace digitare nella barra di ricerca quello che stiamo cercando, aprire i vari links che ci interessano, ed informarci come ci pare e piace, ma per fare ciò, ed ottenere risultati di ricerca sempre più rapidi e performanti, non si può non imbattersi in qualche banner, o essere vittima di un’azione di spamming, questo è inevitabile.

L’avvento di internet, che per chi non lo sapesse quando nacque (1969-70) si chiamava Arpanet ed era un tipo di connessione di carattere più militare che civile, ha indubbiamente segnato l’inizio di una nuova era, aprendo nuove frontiere al mondo delle comunicazioni e soprattutto degli scambi commerciali; ricordate le file agli uffici postali per fare la famosa ‘raccomandata con ricevuta di ritorno’, o magari per ritirare un ‘pacco postale’? Sembra ieri ma sono passati 50 anni da quell’epoca, ed oggi i modi per compiere quella stessa tipologia di operazioni, così come tante altre simili, sono completamente diversi.

Di cosa si tratta tecnicamente?

La pubblicità è l’anima del commercio, e questo è ormai un dato di fatto; oggi come oggi non si riuscirebbe neppure ad immaginarlo un mondo senza pubblicità, ed è alla fine proprio di questo che si tratta quando si parla di banner o di spam, non sono altro che forme di ‘bombardamento pubblicitario’ che gli spammisti inviano a mezzo e-mail, chat, forum, reti sociali, a tutto il mondo degli internauti, e che in molti casi assumono forme di pura violenza psicologica. Lo scopo principale dei banner, così come degli spam è ovviamente la pubblicità; nel primo caso si tratta di una vera e propria strategia di marketing che prevede l’inserimento di annunci su pagine web che generalmente conducono verso ‘altre pagine web’, collegate ovviamente in qualche modo all’emissore del banner stesso, nel secondo invece di un invio diretto di messaggi pubblicitari ripetuti ad alta frequenza ad una serie di indirizzi di posta elettronica scelti a caso.

I cookies, che in questo caso non sono i biscotti inglesi ma sono in pratica delle ‘tracce’ che lasciamo quando navighiamo in rete, servono alla rete per ampliare il pacchetto di dati ed informazioni che ha su di noi, ed a noi perché, grazie a questo processo, noteremo miglioramenti quando navighiamo, specie in termini di velocità di risposta e di informazioni sempre più dettagliate su ciò che stiamo cercando.

Si può evitare che appaiano sul nostro schermo?

Ci sarà capitato sicuramente più di una volta di notare che il nostro browser mostri strane finestre pubblicitarie che si aprono improvvisamente conto ogni nostra volontà; le pagine web che stiamo cercando spesse volte vengono addirittura ‘sostituite’ da annunci pubblicitari di ogni genere (il tema erotico e sessuale è quello più ricorrente), e questo ci innervosisce non poco. Se notiamo questi segnali apparire in modo costante e sistematico sullo schermo del nostro p.c., vuol dire che siamo stati ‘infettati’ con un adware, ovvero un software creato da malintenzionati con il preciso fine di effettuare veri e propri ‘bombardamenti’ di pubblicità invasiva.

Un adware può essere rimosso dal sistema anche semplicemente utilizzando lo strumento ‘disinstallare software’ messo a disposizione da Windows, ma non sempre funziona del tutto, e tra l’altro bisognerebbe conoscere il nome completo del ‘software indesiderato’ che abbiamo installato automaticamente senza volerlo cliccando su qualche link traditore, cosa non facile ed alla portata di tutti. Una soluzione snza dubbio migliore sarebbe quella di installare un software antimalware, che però ovviamente non è gratuito, ed è qui che si chiude il cerchio e si inizia a comprendere come funziona davvero la rete.

Perchè vengono utilizzati e da chi

Una volta stabilito dunque che lo scopo primario di chi utilizza banner o di chi fa spamming è quello pubblicitario, cerchiamo adesso di capire un po’ più da vicino come funziona questo tipo di attività. Offerte commerciali di tutti i generi come le tantissime a sfondo sessuale o pornografico, o anche quelle di proposte di vendita online di farmaci senza prescrizione medica, softwares pirata, servizi finanziari-truffa, appaiono all’improvviso sul nostro schermo, ed una cosa è certa: prima o poi qualcuno clicca dove non dovrebbe, dando il permesso ai malintenzionati di intrufolarsi in qualche modo nella nostra vita.

Nello specifico, un banner, così come fa uno spam utilizzando invece il canale della posta elettronica, ha il compito di informare la rete dell’esistenza di tale prodotto o servizio, e lo fa apparendo in automatico nelle finestre di ricerca che noi apriamo quando navighiamo, esattamente come farebbe un pop-up; ma come guadagna l’esecutore del banner? Esistono dei sistemi di pagamento basati sul principio del click-trough rate, ovvero più click riceve un determinato annuncio, più commissioni verranno riconosciute automaticamente al suo creatore dal committente del banner, ed è proprio così che la maggior parte dei siti web si autofinanzia.